Abstract della lezione

Blefaroplastica superiore ed inferiore con laser a CO2, Dott. Carlo de Conciliis

I. Introduzione

A. Prospettiva Storica

Leccesso di cute della palpebra superiore stato descritto sin dal X ed XI secolo da Avicenna e Ibn Rashid, ed il suo trattamento poco dopo da  Albucasis. Ma per le prime vere indicazioni estetiche bisogna attendere linizio del XX secolo. Charles Condrad Miller, di Chicago, stato infatti il primo chirurgo estetico. Castanares, nel 1951, stato il primo a descrivere la blefaroplastica moderna, egli descrisse anche le diverse logge  del grasso orbitario. Lapproccio chirurgico era trans-cutaneo per la palpebra superiore e trans-cutaneo o trans-congiuntivale, in assenza di eccesso cutaneo, per le palpebre inferiori.

B. Complicanze della blefaroplastica

I problemi principali conseguenti alla chirurgia delle palpebre sono dovuti principalmente alleccessiva rimozione di cute, alle cicatrici ed al sanguinamento. Questultima complicanza   anche quella potenzialmente pi pericolosa perch attraverso la formazione di un ematoma retrobulbare pu condurre alla cecit.

C. Blefaroplastica laser CO2

Dopo lintroduzione nella chirurgia del laser CO2  nel 1964, le sue applicazioni si sono progressivamente diffuse fino ad includere gli interventi di chirurgia oftalmoplastica e tra questi la blefaroplastica. Nonostante le promesse offerte dalluso del laser esso non trov unampia difusione.

D. Laser CO2 Ultrapulsato

Quando nel 1995 fu introdotto il laser Ultrapulse per il resurfacing del volto, divenne ben presto apparente che poteva anche essere usato per migliorare la blefaroplastica laser. Durante lincisione il laser ultrapulsato determina un minor danno ai tessuti adiacenti e quindi consente la formazione di una migliore cicatrice rispetto ai precedenti laser a CO2. Inoltre, per la palpebra inferiore pu  sempre essere usato lapproccio trans-congiuntivale in quanto leccesso cutaneo pu venir facilmente trattato con il resurfacing.

II.    Strumentazione

A.   Laser a CO2Ultrapulse 5000C Coherent.

B.   Aspiratore di fumi ad alto volume

C.   Set di strumenti per la blefaroplastica standard pi schermi oculari di acciaio, retrattori palpebrali di Desmarres e placche di Jaeger sabbiati.

III. Tecnica chirurgica per la palpebra superiore

A. Disegno

Il disegno della cute viene effettuato in maniera usuale, secondo le preferenze individuali. Non sono necessarie variazioni rispetto a quanto fatto per una blefaroplastica standard.

B. Anestesia

Noi usiamo una miscela di Marcaina 0.50%, Carbocaina 2% con adrenalina, ialuronidasi and sodio bicarbonato. Linfiltrazionedelle palpebre viene eseguita mentre il paziente sotto leffetto di un bolo di Diprivan, per minimizzare i fastidi. Per diminuire la possibilit di provocare qualche ecchimosi in questa fase, lanestetico iniettato centralmente e spostato verso le estremit con lausilio di un cotton-fioc.

C. Protezione del bulbo oculare

Il bulbo deve essere protetto con uno schermo di accaio, con la placca di Jaeger o con il clamp palpebrale di Baker. Il campo chirurgico viene delimitato con teli bagnati e le aree adiacenti protette con garzine bagnate.

D. Incisione

Quando il paziente si completamente risvegliato, si passa una sutura di trazione in seta 6-0 al margine della palpebra. Lincisione viene effettuata con il manipolo collimato con spot di 0,2 mm in modalit  ultrapulsata. La potenza viene impostata a 25mJ per una frequenza di 150 Hz (emissione di 4.0 Watts). Lincisione dovrebbe essere effettuata con due passaggi continui, uno per la linea superiore, laltro per quella inferiore. E  molto importante che il manipolo del laser venga mantenuto costantemente alla distanza del fuoco e perpendicolare rispetto alla superficie cutanea.

E. Dissezione

Il lembo miocutaneo viene elevato procedendo dalla sua estremit laterale a quella mediale. Per questa fase il laser solitamente impostato in modalit continua con una potenza di 4 o 5 Watts. In questa fase non   indispensabile essere perfettamente a fuoco, infatti un occasionale vaso sanguigno pi largo pu essere coagulato defocalizzando leggermente (allontanado il laser dalla superficie cutanea) prima di essere tagliato. Bisogna fare particolare attenzione a non bruciare accidentalmente il lato del naso poich in questa fase il manipolo viene tenuto leggermente inclinato rispetto alla cute.

F. Rimozione del grasso

Il laser mantiene le stesse impostazioni della fase precedente. Il setto orbitario viene individuato ed inciso con il laser fino ad avere lerniazione del grasso. I lobuli di grasso vengono quindi tagliati via utilizzando un cotton-fioc bagnato come protezione posteriore nei confronti dei tessuti pi  profondi. Il volume e la sede del grasso da rimuovere dipendono dalla valutazione preoperatoria. Lobuli aadiposi in zone pi diffici da raggiungere possono essere vaporizzati defocalizzando il laser. The volume of fat removed depends on the pre-op evaluation. Bisogna far attenzione a non portarsi troppo lateralmente e rimuovere frammenti di ghiandola lacrimale.

G. Chiusura

Per la chiusura si possono conservare le proprie preferenze individuali. Noi usiamo una sutura continua di Prolene  6-0. Questi punti vengono rimossi dopo una settimana. A questo punto i pazienti vengono consigliati di non strofinarsi le palpebre ed eventualmente di utilizzare dei tamponi oculari di notte per qualche altro giorno onde evitare il rischio di deiescenze.

IV. Tecnica chirurgica per la palpebra inferiore

A. Disegno

Si utilizza sempre lapproccio trans-congiuntivale, quindi non necessario disegnare la linea dellincisione. Possono essere invece delimitate sulla cute le logge adipose pi prominenti, come promemoria.

B. Anestesia

La stessa miscela anestetica viene iniettata in sede sotto-congiuntivale nello stesso tempo in cui viene fatto per le palpebre superiori.

C. Protezione del bulbo oculare

Una placca di Jaeger nel fornice congiuntivale inferiore protegge locchio da accidentali bruciature e facilita lindividuazione del grasso che viene facilmente fatto erniare esercitando una leggera pressione.

D. Incisione

Per la palpebra inferiore il laser utilizzato in modalit continua con una potenza di 4-5 Watts ed in leggera defocalizzazione. Lincisione viene posta 1 o 2 mm al di sotto del margine inferiore del tarso, dal puntino lacrimale lateralmente per quanto possibile.

E. Dissezione

Dopo aver retratto la palpebra con uncini, si procede nella dissezione nel piano tra muscolo orbicolare anteriormente e setto orbitario posteriormente, fino al margine orbitario. A questo punto viene ampiamente aperto il setto orbitario.

F. Rimozione del grasso

Il grasso viene quindi tirato dalle rispettive tre logge e tagliato via, utilizzando il Desmarres che tiene la palpebra inferiore come protezione per i tessuti retrostanti. Tutto il grasso che fuoriesce dal margine orbitario viene rimosso. In parte il grasso pu  anche essere vaporizzato, in questo caso, per bisogna far particolare attenzione ad identificare lobliquo inferiore per non danneggiarlo accidentalmente. La loggia adiposa laterale la pi difficile da visualizzare.

G. Chiusura

Non sono necessarie suture, ma bisogna essere certi della buona apposizione dei margini della ferita esercitando una trazione della palpebra inferiore verso lalto.

V. Terapia post-operatoria

Ghiaccio viene mantenuto sugli occhi per le prime 24-48 ore. Una pomata antibiotica viene applicata sui punti della palpebra superiore due volte al giorno ed un collirio antibiotico-steroideo instillano negli occhi tre volte al giorno per la prima settimana. Successivamente questi vengono sostituiti da collirii e pomate lubrificanti.

VIII. Vantaggi della blefaroplastica laser

A. Miglior visualizzazione

B. Minor sanguinamento

C. Maggior velocit

D. Minor edema

E. Minori ecchimosi

F. Minor rischio di emorragia retrobulbare? (deve essere valutato con ulteriori studi)

IX. Svantaggi

A. Curva di apprendimento

B. Strumentazione addizionale

C. Costo del laser

X. Conclusioni

A. Risultati per lo meno comparabili a quelli della blefaroplastica tradizionale

B. Eccellente valore aggiunto ad uno strumento sostanzialmente costruito per il resurfacing

C. Eccellente miglioramento ed ampliamento della pratica della chirurgia oftalmoplastica

 

Bibliografia

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