Abstract della lezione
"La
posizione dell'assicurazione"
DANNI
ESTETICI
Nell'ultimo
decennio il ricorso alla chirurgia estetica ha assunto dimensioni importanti
perché, oltre alle prestazioni derivanti da infortuni e malattie, cioè
relative ad un evento fortuito ed estraneo alla volontà del paziente, si è
assistito ad una forte richiesta di intervento per motivi puramente estetici. E'
questo un trend destinato a crescere.
Prescindendo
da queste tendenze di mercato è comunque fondamentale sottolineare la
differenza sostanziale tra le due tipologie dal punto di vista assicurativo:
mentre nel primo caso le attese sono quelle di un ritorno alla normale
funzionalità compromessa da un fatto "incerto", nel secondo il
paziente esige dal chirurgo esclusivamente un perfezionamento del proprio
aspetto in cui è dunque escluso l'elemento di incertezza.
Proprio
per questa carenza dell'elemento di incertezza, fondamento dell'assicurazione,
è sempre esclusa la Chirurgia Estetica non dovuta a necessità di tipo
patologico e/o conseguente a traumi di varia natura.
RESPONSABILITA'
CIVILE
La
crescente esposizione economica da parte delle Compagnie nel settore della
Responsabilità Civile Professionale medica ha portato, al fine di contenere la
lievitazione dei premi pagati, a ridurre l'ambito di applicazione delle tutele.
In
genere le Compagnie di assicurazione hanno abbandonato l’assunzione di polizze
con copertura per “fatti accaduti” e non rispondono, dunque, per avvenimenti
intervenuti precedentemente a polizze già cessate.
La
prassi comune, ormai, è quella di adottare contratti di R.C.
Professionale medica in cui si coprono le richieste di risarcimento
presentate per la prima volta durante la validità della polizza; in questo modo
è così possibile monitorare solamente le richieste di risarcimento durante la
vita dei contratti assicurativi.