Abstract della lezione

"La posizione dell'assicurazione" , Dott. G. Gelmi

 

DANNI ESTETICI

 

Nell'ultimo decennio il ricorso alla chirurgia estetica ha assunto dimensioni importanti perché, oltre alle prestazioni derivanti da infortuni e malattie, cioè relative ad un evento fortuito ed estraneo alla volontà del paziente, si è assistito ad una forte richiesta di intervento per motivi puramente estetici. E' questo un trend destinato a crescere.

 

Prescindendo da queste tendenze di mercato è comunque fondamentale sottolineare la differenza sostanziale tra le due tipologie dal punto di vista assicurativo: mentre nel primo caso le attese sono quelle di un ritorno alla normale funzionalità compromessa da un fatto "incerto", nel secondo il paziente esige dal chirurgo esclusivamente un perfezionamento del proprio aspetto in cui è dunque escluso l'elemento di incertezza.

 

Proprio per questa carenza dell'elemento di incertezza, fondamento dell'assicurazione, è sempre esclusa la Chirurgia Estetica non dovuta a necessità di tipo patologico e/o conseguente a traumi di varia natura.

 

 

RESPONSABILITA' CIVILE

 

La crescente esposizione economica da parte delle Compagnie nel settore della Responsabilità Civile Professionale medica ha portato, al fine di contenere la lievitazione dei premi pagati, a ridurre l'ambito di applicazione delle tutele.

 

In genere le Compagnie di assicurazione hanno abbandonato l’assunzione di polizze con copertura per “fatti accaduti” e non rispondono, dunque, per avvenimenti intervenuti precedentemente a polizze già cessate.

 

La prassi comune, ormai, è quella di adottare contratti di R.C. Professionale medica in cui si coprono le richieste di risarcimento presentate per la prima volta durante la validità della polizza; in questo modo è così possibile monitorare solamente le richieste di risarcimento durante la vita dei contratti assicurativi.