Abstract della lezione
"Principi
fisici dei laser e sorgenti"
Il
termine laser è l’acronimo di Light
Amplification
by Stimulated
Emission
of Radiation.
Il suo funzionamento si basa sul processo dell’emissione stimolata di
radiazione da parte di un atomo eccitato sottoposto ad un campo elettromagnetico
(em) incidente.
Gli
atomi e molecole possono occupare solo stati di energia discreti,
stabiliti dalle leggi della fisica quantistica. Le transizioni tra uno stato
energetico (livello energetico) ed un altro possono avvenire con assorbimento ed
emissione di fotoni (ovvero i quanti del campo em, particelle di massa zero). Un
insieme di atomi o molecole in condizioni di equilibrio termico ha una
distribuzione di occupazione dei vari livelli che diminuisce al crescere
dell’energia del livello. Pertanto, un fascio di fotoni di ugual frequenza che
attraversa tale insieme viene attenuato a causa dei processi
assorbimento. Per avere un’amplificazione del fascio è perciò
necessario alterare l’equilibrio termico dell’insieme di atomi o molecole,
con un opportuno processo di pompaggio (che trasferisce atomi dal livello
di energia più basso ai livelli più eccitati), in modo da invertire la
popolazione tra due livelli: in queste condizioni, dato che la probabilità che
un fotone sia assorbito è perfettamente uguale alla probabilità che un atomo
eccitato emetta un fotone sotto l’azione di un fotone incidente, il risultato
netto sarà l’amplificazione del fascio. E’ poi possibile costruire un oscillatore
laser inserendo il sistema di atomi o molecole in un’opportuna cavità ottica,
dove i fotoni vanno avanti e indietro attraverso il sistema, riflessi da
specchi, da uno dei quali possono in parte essere trasmessi all’esterno.
I
fotoni laser sono distribuiti su una banda di frequenza estremamente piccola
(alta monocromaticità) se confrontata con quella emessa dalle lampade (incoerenti)
per emissione non
stimolata, o spontanea, e in un angolo solido estremamente piccolo (alta
direzionalità), mentre l’emissione spontanea avviene in tutte le direzioni.
I
laser di maggior interesse medico-chirurgico sono: Laser ad anidride carbonica
(CO2) costituito da una miscela gassosa di anidride carbonica, azoto
ed elio; la specie laser attiva è l'anidride carbonica. La lunghezza d'onda
principale è 10.6 mm. Laser
ad argon (Ar)
costituito da argon a bassa pressione; la specie laser-attiva è l'atomo di
argon ionizzato una volta. Le righe laser più intense sono la riga a 488 nm
(blu) e la riga a 514 nm (verde). Laser
a neodimio:YAG
(Nd:YAG) costituito da un cristallo di granato di alluminio ed ittrio (YAG)
drogato con neodimio (Nd), con specie laser-attiva lo ione Nd+3. L'emissione
principale avviene a 1064 nm. Laser
a colorante organico
(Dye Laser) costituito da una soluzione liquida contenente un particolare
pigmento (per es.: rodamina, cumarina, fluoresceina, ecc.). Ogni pigmento ha
caratteristici spettri di assorbimento e di fluorescenza, e gli attuali
coloranti laser consentono l'emissione dall'UV al NIR. L'emissione fluorescente
su larga banda dei coloranti organici in soluzione permette di variare con
continuità la lunghezza d'onda di emissione laser entro un ampio intervallo
spettrale. Laser a olmio:YAG (Ho:YAG)
è un
laser a stato solido, molto simile nella struttura a quello a Nd:YAG in cui la
bacchetta di cristallo attivo è sostituita da una di Ho:YAG. La specie
laser-attiva è lo ione Ho+3. L'emissione laser può avvenire su varie righe nel
vicino IR. D'interesse medico è quella a 2.1 mm, in virtù della possibilità
di convogliamento in fibra ottica. Laser
a erbio:YAG (Er:YAG)
simile a quello a Nd:YAG o Ho:YAG, con specie laser-attiva lo ione Er+3,con
emissione in su varie righe nel vicino IR, di maggior interesse quella a 3 mm.