Abstract della lezione
"Conizzazione:
tecnica e risultati della chirurgia laser"
La
patologia del tratto genitale inferiore femminile e maschile costituisce un
frequente campo di applicazione chirurgica del laser. Trattandosi di sedi
superficiali (o accessibili in colposcopia) la strumentazione laser più idonea
è costituita dal laser a CO2 in associazione al microscopio
operatorio. Tale associazione, mediante particolari accessori utili per ottenere
la coassialità e la micromanipolazione del raggio, ha ulteriormente migliorato
la versatilità delle possibili applicazioni ed aumentato il grado di precisione
e sicurezza negli interventi. Pertanto, oltre ad ottenere l’ingrandimento del
campo chirurgico in superficie, facilitando così la definizione dei bordi della
lesione, si ottengono informazioni intraoperatorie costanti sui successivi piani
incisi o vaporizzati in profondità, in un campo mantenuto nitido per il
controllo in tempo reale dell’emostasi dovuto al laser, fino alla precisa
rimozione dell’intero volume del tessuto patologico.
Con
la metodica microchirurgica sono effettuabili interventi sia di tipo distruttivo
(vaporizzazione delle lesioni) che escissionale (con ottenimento del campione
chirurgico per l’esame istologico definitivo). Gli organi in cui sono
eseguibili i citati interventi sono costituiti dalla cervice, vagina e vulva e
dal pene. Tuttavia, in quest’ambito, le applicazioni più significative ed
attuali sono rappresentate dalla conizzazione “guidata” cervicale e dalla
resezione della superficie del glande.
CONIZZAZIONE
“GUIDATA”
Per
il trattamento delle lesioni intraepiteliali cervicali di alto grado con
estensione al canale ed alle cripte, in alternativa alle metodiche tradizionali
con bisturi o con ansa “cieca” è possibile eseguire interventi di
conizzazione “guidata” con laser CO2 o con ago a radiofrequenza.
La conizzazione “guidata” è un intervento in cui è reso possibile
determinare l’orientazione del taglio nel contesto dello stroma cervicale, in
modo che questo cada in posizione laterale alle cripte simmetricamente lungo la
circonferenza del cono.
L’orientabilità
del taglio stromale richiede che sia costantemente visualizzato il solco
d’incisione man mano che si procede dalla superficie verso la profondità
dello stroma. Tale visualizzazione del solco di incisione viene ottenuta
divaricando il pezzo operatorio dal resto della cervice mediante l’apposito
divaricatore ad uncino ed esercitando una trazione in senso centripeto del cono.
L’apertura (o allargamento) del solco di incisione consente ad un tempo la
visione nitida e la possibilità di scelta della direzione in cui proseguire
l’incisione, ai fini di ottenere la forma desiderata del cono. Per la corretta
esecuzione di questa manovra sono necessari, oltre al citato divaricatore ad
uncino, l’impiego combinato del microscopio operatorio e assenza di
sanguinamento.
Durante
l’incisione stromale, con il solco opportunamente allargato dal divaricatore,
la colorazione endocervicale con impiego del blu di metilene è di aiuto per
localizzare i fondi ghiandolari e il canale contrastati dal colorante, e nel
decidere quanto lateralmente o in senso centripeto può essere condotto il
taglio (1, 2, 3).
Infine,
le informazioni derivanti dall’esame microcolposcopico sull’estensione in
altezza della lesione, sulla superficie endocervicale e sulla posizione oraria
della stessa nell’endocervice, possono essere pienamente utilizzate quale
ulteriore guida per determinare in quale posizione incidere parallelamente
all’asse del canale ed in quale obliquamente. Il “tailoring” finale può
essere in tal modo costituito da un taglio cilindrico (con incisione parallela
all’asse) nel tratto di stroma subito laterale alla lesione, mentre può
essere conico (con incisione obliqua verso l’asse) nelle restanti porzioni di
circonferenza, senza compromettere la completezza della resezione.
CONCLUSIONI
In
definitiva, l’apporto innovativo della chirurgia laser in patologia genitale
maschile e femminile è attualmente riconducibile a:
1)
aumentata scelta di possibilità chirurgiche nell’ambito di indicazioni
circoscritte;
2)
aumento della precisione operativa mediante l’associazione del laser al
microscopio operatorio;
3)
semplificazione tecnica: nonostante la necessità di protezione e di adattamento
alle regole per il controllo dei parametri fisici ed ottici della
strumentazione, la tecnica risulta globalmente semplificata per diminuita
richiesta dello strumentario tradizionale e delle procedure emostatiche;
4)
risparmio economico globale della spesa sanitaria riferibile a: a)
ridotta necessità di cure postoperatorie e medicazioni locali; b) ridotta quota di complicazioni postoperatorie tardive (retrazioni
cicatriziali deturpanti, con richiesta di correzione plastica); c)
incremento della quota di interventi effettuabili su base ambulatoriale, senza
la necessità di ricovero ospedaliero ed anestesia generale, con rapida ripresa
dell’attività lavorativa.