Abstract della lezione

"TRATTAMENTO ENDOSCOPICO DEL CARCINOMA SOPRAGLOTTICO IN STADIO INIZIALE: EPIGLOTTECTOMIA ED EPIGLOTTECTOMIA ALLARGATA." , Dott. Roberto Puxeddu

 

R. Puxeddu, S. Pirri, P. C. Bacchi, G. P. Ledda.

 

Sezione di Otorinolaringoiatria, Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Trapianti d'Organo della Università di Cagliari.

 

L’approccio endoscopico con laser CO2 al carcinoma sopraglottico è stato variamente proposto sia con finalità di stadiazione e citoriduttiva che, in casi selezionati di carcinoma in stadio iniziale, curativa. L’exeresi endoscopica per i carcinomi sopraglottici in stadio I e II rappresenta senza dubbio una valida alternativa alla radioterapia o alla chirurgia tradizionale, in quanto in grado di associare la minima morbilità ad un controllo locale i cui valori in letteratura sono compresi tra il 70% ed il 100% a 5 anni. Il trattamento endoscopico dei tumori in stadio II, con coinvolgimento di due o più sottosedi, senza riduzione della motilità cordale, implica tuttavia un approccio chirurgico meno “conservativo”, sia localmente che regionalmente. La completa rimozione dello spazio pre-epiglottico permette il controllo di una iniziale estensione profonda, definita dagli autori anglosassoni come “terza dimensione invisibile” del tumore, cui spesso è correlata la recidiva locale soprattutto nelle neoplasie coinvolgenti l’epiglottide infraioidea. In tal caso l’exeresi endoscopica dovrà essere pianificata similmente all’approccio esterno orizzontale sopraglottico con la sola esclusione della rimozione della porzione cartilaginea. Il trattamento dei linfonodi può essere condotto contemporaneamente, mono o bilateralmente a seconda della localizzazione del tumore, oppure può essere effettuato in un tempo successivo.

Gli autori riportano in maniera sintetica i tempi chirurgici ed i risultati oncologici e funzionali ottenuti in selezionati casi di carcinoma sovraglottico in stadio I e II trattati con approccio endoscopico mediante laser CO2. La completa esposizione del tumore, l’emostasi accurata intraoperatoria ed una adeguata manualità, maturata nella chirurgia endoscopica glottica, rappresentano requisiti essenziali al fine di una corretta exeresi radicale in monoblocco della neoplasia.