Aspetti psicologici dei pazienti trattati per neoplasia al pene.

M. Bosisio

 

Nonostante la Psicoanalisi, una delle “tre colonne” sulle quali si regge la Psicologia Moderna (insieme al Comportamentismo ed alla Psicologia Umanistica), abbia nel concetto di “angoscia di castrazione” il presupposto risolutorio del Complesso di Edipo, mozzo attorno al quale ruota la sua visione più ortodossa della psiche umana, gli aspetti psicologici legati a patologie neoplastiche del pene (ed impatto dei trattamenti), sono un argomento decisamente poco presente nella letteratura scientifica.

 

Verrà considerato l'impatto di patologia e trattamenti sulla Qualità di Vita dei malati attraverso il commento di tre interessanti studi pur non recentissimi (con alcuni limiti quali, ad esempio, la scarsa sovrapposizione dei campioni e la limitata possibilità di generalizzazione dei risultati):

 

·          Filiberti A., Bandieramonte G, Tamburini M., Pizzocaro G, Ventafridda V. : "Psychological aspects of conservative laser surgery for penile dysplasia or superficial neoplasia" - British Journal of Sexual Medicine, 1987; Nov: 312-4;

·          Opjordsmoen S., Fossa S.D. : "Quality of life in patients treated for penile cancer. A follow up study" - Br J Urology, 1994; 74: 652-7;

·          D'Ancona C.A., Botega N.J. et Al. : "Quality of life after partial penectomy for penile carcinoma" - Urology, 1997; 50 :593-6;

 

Al di là dei limiti degli studi presi in esame, le indicazioni emerse permettono, in generale, di correggere le ipotesi iniziali dei ricercatori in senso ottimistico. A questo proposito, qualche accenno è rivolto alle modalità di coping, ovvero alla capacità di ciascuno di “far fronte” o “adattarsi” alle situazioni attraverso modalità quali ristrutturazioni cognitive (autoplastiche) o azione sulla realtà concreta (alloplastiche).  

Si sente comunque la mancanza di dati riguardanti l'impatto della patologia sul sistema familiare in generale e sul partner in particolare.

 

Il counselling psicologico condotto con questi pazienti mette in risalto l'importanza che può avere per alcuni il fatto di poter accedere a colloqui sufficientemente estesi ed approfonditi con l'urologo, il chirurgo e lo psicologo, che siano chiarificatori dei propri dubbi e permettano l’espressione delle proprie emozioni nella certezza di un rapporto empatico ed accettante.

 

Bibliografia aggiuntiva:

·          Sprangers M.A.G., Schwartz C.E. : "The challenge of response shift for quality-of-life -based clinical oncology research" - Annals of Oncology, 1999; 10: 747-9.

·          Hanash K.A., Furlow W.L., Harrison E.G.: "Carcinoma of the penis: a clinicopathologic study" - J Urol 1970; 104: 291-297.

·          Cortesi E., Nelli F. et Al. capitolo “Tumori genitourinari” (numero 47) contenuto in Bellani M.L., Morasso G. et Al. (a cura di): “Psiconcologia”, Masson 2002.

·          Schover, Leslie R. : "Sexuality and fertility after cancer" - Cleveland Clinic Foundation, John Wiley & Sons, New York 1997.